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M&K SU CONSOLE: È CHEATING?

Poche ore fa è stato pubblicato un interessante articolo su VICE dal titolo “Is Using a Mouse and Keyboard on Consoles Cheating?” (Usare mouse e tastiera su console è barare?), di cui riportiamo le parti che riteniamo essere più rilevanti per il nostro pubblico di Battlefield, sempre interessato alla tematica “M&K” (Mouse & Keyboard) su console.


PS4 E X1: TERMINI DI SERVIZIO

Conviene, anzitutto, menzionare che cosa dicono i termini di servizio delle due console che ci riguardano più da vicino.

SONY PLAYSTATION


Termini d’uso del software (10/2017)

• 6. Limitazioni all’uso del software

6.6 È proibito utilizzare qualsiasi metodo per aggirare o disattivare qualsiasi meccanismo di crittografia, sicurezza o autenticazione per i sistemi autorizzati oppure per qualsivoglia software o per ottenere accesso non autorizzato o interferire con qualsiasi account, servizio, hardware, software o network collegato a PSN.

Termini di servizio di PSN (10/2017)

• 13. Diritti di proprietà intellettuale (e pirateria)

(v) usare o mettere a disposizione hardware o software non autorizzato per accedere o interagire con PSN o con i suoi prodotti (inclusi dispositivi o codici cheat che eludono le funzioni di sicurezza o le limitazioni).

Terms of Service and User Agreement (04/2019)

• Community Code of Conduct

You may not use, make, or distribute unauthorized software or hardware, including Non-Licensed Peripherals and cheat code software or devices that circumvent any security features or limitations included on any software or devices, in conjunction with PSN Services […].

(“Quando si usa un servizio PSN, è proibito usare, creare o distribuire software o hardware non autorizzati, incluse periferiche non autorizzate e dispositivi o codici cheat che eludono le funzioni di sicurezza o le limitazioni di qualsiasi software o dispositivo” – traduzione nostra: non ci è stato possibile risalire a una versione italiana di questi termini di servizio)


MICROSOFT XBOX


Codice di comportamento (08/2015)

• Comportamento in Xbox Live

Non ingannare né manomettere. Ad esempio, non:
Utilizzare hardware o software non autorizzato
Sfruttare vulnerabilità del gioco o anomalie
Apportare modifiche non autorizzate al profilo dell’account o al relativo contenuto (ad esempio, durata, avatar, salvataggi, punteggio giocatore, obiettivi)
Giocare intenzionalmente con un giocatore che utilizza software o metodi non autorizzati.


È POSSIBILE RILEVARE GLI ADATTATORI?

SECONDO MICROSOFT E SONY


Emanuel Maiberg, autore dell’articolo, sostiene che un portavoce di Microsoft gli abbia confessato che Microsoft fornisce agli sviluppatori di giochi delle API in grado di rilevare l’utilizzo di dispositivi non autorizzati, ma che il come implementare tali strumenti per garantire un’esperienza di gioco corretta e bilanciata sia, in definitiva, una scelta che resta in mano agli sviluppatori stessi. Microsoft non ha mai spiegato come funzionerebbero queste API. Dal canto suo, SONY non sembra aver mai risposto alle domande su tale questione. Sappiamo, però, che SONY ha rilasciato il TAC PRO M2, ossia un “pacchetto M&K” autorizzato e compatibile con PS4 e PS3.


SECONDO IL GAME DIRECTOR DI OVERWATCH


Jeff Kaplan, Game Director di Overwatch, si è così espresso in due distinte occasioni in seguito alle lamentele di alcuni giocatori della community:

“Il team di Overwatch è contro l’uso di M&K su console. Abbiamo contattato entrambi i produttori di console esprimendo le nostre preoccupazioni circa l’uso di M&K e di dispositivi in grado di convertire il segnale emesso. Abbiamo fatto pressione, e continueremo a farla, affinché i produttori di console prendano una direzione: o decidono di impedirne l’uso a chiunque, o decidono di supportarne apertamente l’uso, rendendolo anche più facile.” – (02/02/2017)

“Al momento, non possiamo fare nulla in merito ai giocatori che usano dispositivi di conversione del segnale emesso per usare M&K su console. Tuttavia, stiamo seriamente ricercando e sviluppando metodi contro questo problema, e speriamo di trovare presto una soluzione a quella che riteniamo essere una circostanza svantaggiosa. Ciò rappresenta una priorità per noi e stiamo cercando di affrontare la situazione tramite sviluppo tecnologico e politiche specifiche. Vi terremo aggiornati sui nostri progressi e su qualsiasi modifica alle nostre politiche. Per il momento, chiediamo cortesemente di non segnalare più questi comportamenti.” – (19/01/2018)


LA QUESTIONE “ID” DEI DISPOSITIVI


Steve Spohn, COO di AbleGamers, un’organizzazione no-profit che mira a migliorare la vita dei giocatori con disabilità, sostiene (in una telefonata all’autore dell’articolo) che, dato che ogni dispositivo USB ha un suo specifico ID, le console non dovrebbero avere difficoltà a rilevarli e, quindi, bloccare tutti quegli ID non autorizzati.


LO SVILUPPATORE DELLO XIM APEX

L’inventore dello XIM (da ora in poi, Mark) avrebbe confessato all’autore dell’articolo che il metodo di rilevamento ID menzionato da Steve Spohn non avrebbe alcuna efficacia contro il suo XIM, per il semplice fatto che le console continuano a comunicare solo con i controller ufficiali anche quando lo XIM è collegato, perciò non c’è alcun ID USB che possa essere rilevato: lo XIM lascia passare tutti i segnali che non siano input del e verso il controller, ma quando la console chiede un input, lo XIM risponde al posto del controller. Prende input da mouse, tastiera e controller e li “converte” in segnali emessi dal solo controller.


UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA?


Tuttavia, Mark pensa che un metodo di rilevazione alternativo potrebbe essere quello di concentrarsi, piuttosto, sul tipo di comportamento seguito dagli input in entrata, poiché, ad esempio, chi usa una tastiera si muove usando i tasti WASD, e quindi si può muovere solamente in 8 direzioni. D’altro canto, tramite un normale controller è possibile compiere movimenti a 360°. Il lato negativo di questa soluzione potrebbe però essere quello di “falsi positivi”, ovvero di esclusione di dispositivi non controversi. In ogni caso, Mark sostiene che il vero cheating consista nella possibilità di implementare delle macro, che permettono combinazioni di input impossibili da riprodurre con un controller, ed è per questo che lo XIM non li supporta, al contrario di altri dispositivi simili.


LA QUESTIONE “GIOCATORI CON DISABILITÀ”

Maiberg tiene a sottolineare una questione di non secondaria importanza: “Parlando con lo sviluppatore dello XIM e con persone che lo utilizzano è diventato molto chiaro che, anche qualora il suo utilizzo fosse considerato indubitabilmente cheating, bandire i giocatori che se ne servono avrebbe conseguenze devastanti per alcuni dei suoi più grandi fan: le persone con disabilità motorie.”

Anche Spohn, chiaramente, mette in primo piano quella categoria di giocatori che non ha alcuna intenzione di usare questi strumenti per barare: “È un peccato che le persone con disabilità si ritrovino in mezzo a questo dibattito. Loro vogliono solamente giocare. Imploro la gente affinché pensi con il proprio cuore. Se questa fosse l’unica maniera per poter giocare, anche voi vorreste qualcuno che lotti per darvi questa possibilità.”


E GLI ESPORT, ALLORA?


Se Mark è convinto della bontà del suo strumento, bisogna anche riconoscergli la sensibilità di capire che la questione riguarda anche un settore del gaming che subisce in maniera pesantemente negativa la sua influenza, ovvero il mondo eSport: “Se i giocatori sono preoccupati per l’integrità sportiva, gli eventi eSport professionali hanno il diritto di bandire dispositivi come lo XIM, e i regolamenti competitivi che ho letto lo fanno già. Il Call of Duty World League Handbook, per esempio, dà agli organizzatori il diritto di “ispezionare, approvare o negare qualsiasi oggetto di proprietà dei giocatori”. L’Halo Championship Series Handbook dichiara che “Non verrà tollerata nessuna forma di cheating”, cosa che include “modifiche dei software e degli hardware”.


LA POSIZIONE DEL CIB

Considerato quanto visto finora, risulta evidente che il CIB si ritrovi in una posizione non dissimile da quella descritta da Jeff Kaplan: viene apertamente disincetivato l’uso di tali periferiche a scopo competitivo, in quanto dannose e controproducenti per tutto l’eSport; comunque sia, non abbiamo strumenti reali e incontrovertibili per agire come vorremmo.

Tuttavia, le posizioni esposte rivelano una possibilità che non ci pare sia stata proposta:

• Se è vero che ogni dispositivo ha un suo ID USB che può essere rilevato e bloccato o autorizzato da una console (Steve Spohn);
• Se è vero che il software di una console potrebbe essere in grado di rilevare una tastiera in base alle caratteristiche degli input di movimento (Mark) e quindi bloccarne l’utilizzo, rischiando però di generare falsi positivi per dispositivi non controversi;
• Allora, perché non adottare quest’ultima soluzione, bloccando mouse e tastiera non autorizzati, MA impedendo al contempo la generazione di falsi positivi tramite l’autorizzazione degli ID USB dei dispositivi non controversi?
Prince  |  Autore
7 Maggio 2019  |  Data articolo
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